Autofattura elettronica tramite SdI

29 aprile 2021

Facendo seguito a quanto già analizzato nelle circolari precedenti, in data 23 aprile 2021 l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato diverse FAQ tra le quali, in particolar modo, la n. 36 che tratta le modalità di emissione dell’autofattura/integrazione elettronica.

Si ricorda che per l'anno 2021 resta ancora facoltativa la modalità di emissione cartacea o elettronica.

Di seguito alcune precisazioni in caso di modalità elettronica.

Acquisti di beni intracomunitari

Per gli acquisti intracomunitari l’operatore Iva italiano può comunicare i dati dell’imponibile e dell’imposta trasmettendo un file xml al Sistema di Interscambio (SdI) con il codice TD18integrazione per acquisto di beni intracomunitari”, dove nel campo “cedente/prestatore” va riportato l’identificativo fiscale del cedente effettivo (fornitore UE) e nel campo “cessionario/committente” i dati di chi trasmette il documento elettronico (acquirente IT).

Acquisti di servizi extracomunitari o intracomunitari

Per gli acquisti di servizi extracomunitari o intracomunitari, l’operatore Iva nazionale può trasmettere un documento in formato xml allo SdI che contenga i dati dell’imponibile e dell’imposta, utilizzando il codice TD17integrazione/autofattura per acquisto servizi dall’estero”. Anche in questo caso, nel campo “cedente/prestatore” deve essere riportato l’identificativo fiscale del cliente (prestatore estero) e nel campo “cessionario/committente” i dati di chi trasmette.

Alternativamente, in entrambi i casi sopra riportati, l’operatore Iva residente o stabilito in Italia sarà tenuto ad effettuare l’adempimento della comunicazione dei dati delle fatture d’acquisto c.d. “esterometro”, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolla doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute e-fatture.

Reverse charge interno

Infine, per gli acquisti interni dove l’operatore Iva italiano riceve una fattura elettronica in regime di inversione contabile interno, al fine di rispettare la normativa vigente, con la circolare 13/E/2018 era già stato precisato che una modalità alternativa all’integrazione della fattura potesse essere la predisposizione di un altro documento, da allegare al fine della fattura in questione.

Al riguardo, si evidenzia che tale documento andrà compilato indicando nel campo “cedente/prestatore” la partita Iva del cedente/prestatore effettivo e nel campo “cessionario/committente” l’identificativo Iva dell’operatore che effettua l’integrazione; tale documento xml può essere inviato allo SdI con il codice tipo documento il TD16integrazione fatture reverse charge interno”.

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Lo Studio è a disposizione per eventuali chiarimenti.

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